ho emesso ritenute d'acconto da gennaio 2010 a giugno 2010 , poi a metà giugno ho aperto la P.iva per contribuenti minimi ; vorrei sapere se a giugno 2011 il fatturato delle ritenute d'acconto si sommerà al fatturato della p.iva , quindi se pagherò le tasse anche sul fatturato della ritenuta d'acconto.
Grazie .
i minimi seguono una strada separata dagli altri redditi e tornano a riepilogarsi circa a metà del quadro n
hai emesso ritenute d'acconto? cosa vuol dire? senza partita IVa? collaborazioni occasionali sotto il limite minimo annuale?Penso che qui ci sia qualcosa che non va.Ad ogni modo i redditi si sommano tutti e le ritenute d'acconto già versate vanno in detrazione dell'imposta da versare a saldo.PErò ti giuro che non ho capito la tua domanda
Verranno tassate entrambi ma separatamente Fonti: 8 mesi fa Segnala abuso 0% 0 Voti by moranz20 Iscritto dal: 16 luglio 2007 Punti totali: 8.798 (Livello 5) Aggiungi Contatto Blocca le occasionali non si sommano alla partita iva.restano separate
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30 mag 2011
20 mag 2011
William e Kate, arriva il film sulle nozze regali
A pochi giorni dal matrimonio regale tra William d’Inghilterra e Kate Middleton, arriva anche in Italia l’atteso film sulla storia d’amore tra il principe di Galles e la bella ragazza di estrazione borghese. “William & Kate - Una favola moderna”, prodotto negli Usa per il canale Lifetime e distribuito in Italia da Dall’Angelo Pictures, sarà trasmesso infatti in prima serata da RaiUno mercoledì 27 aprile e anche distribuito nella prossima settimana da Mondadori in dvd con i settimanali “Tv Sorrisi e Canzoni” e “Chi”.
Questo film – realizzato in HD come un vero “event movie” – ripercorre i nove anni della relazione tra il principe William e la sua futura sposa Kate, che il prossimo 29 aprile convoleranno a nozze nell'abbazia londinese di Westminster. Sotto la dinamica regia di Mark Rosman, viene raccontata tutta la loro love story: dal primo incontro tra i banchi della prestigiosa università scozzese St. Andrews University, la vicenda si sviluppa attraverso gli alti e bassi dell’amore più chiacchierato del momento, gli obblighi della vita di corte e le pressioni causate dall’attenzione dei media, fino all'annuncio del matrimonio che ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo.
Ad interpretare i due fidanzati, due giovani attori molto somiglianti ai protagonisti reali: l’attore neozelandese Nico Evers-Swindel (già visto in tv nelle serie NCIS e Law & Order) veste i panni del principe William, mentre Camilla Luddington (Friends with benefits e CSI: Scena del crimine) quelli della bella Kate. “William & Kate - Una favola moderna” è stato prodotto da The Konigsberg Company per il canale americano Lifetime (che lo ha trasmesso con successo lunedì scorso negli Usa).
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Questo film – realizzato in HD come un vero “event movie” – ripercorre i nove anni della relazione tra il principe William e la sua futura sposa Kate, che il prossimo 29 aprile convoleranno a nozze nell'abbazia londinese di Westminster. Sotto la dinamica regia di Mark Rosman, viene raccontata tutta la loro love story: dal primo incontro tra i banchi della prestigiosa università scozzese St. Andrews University, la vicenda si sviluppa attraverso gli alti e bassi dell’amore più chiacchierato del momento, gli obblighi della vita di corte e le pressioni causate dall’attenzione dei media, fino all'annuncio del matrimonio che ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo.
Ad interpretare i due fidanzati, due giovani attori molto somiglianti ai protagonisti reali: l’attore neozelandese Nico Evers-Swindel (già visto in tv nelle serie NCIS e Law & Order) veste i panni del principe William, mentre Camilla Luddington (Friends with benefits e CSI: Scena del crimine) quelli della bella Kate. “William & Kate - Una favola moderna” è stato prodotto da The Konigsberg Company per il canale americano Lifetime (che lo ha trasmesso con successo lunedì scorso negli Usa).
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13 mag 2011
-Angustiati per il Paese. Riforme subito
"Ai cattolici con doti di mente e di cuore diciamo di buttarsi nell'agone, di investire il loro patrimonio di credibilità, per rendere più credibile tutta la politica". E' l'appello del card. Angelo Bagnasco, lanciato nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente.
"Come Vescovi - spiega - sentiamo di dover esprimere stima e incoraggiare quanti si battono con abnegazione in politica; facciamo pressione perché si sappiano coinvolgere i giovani, pur se ciò significa circoscrivere ambizioni di chi già vi opera".
"Lasciamo volentieri ai competenti - chiarisce il porporato - il compito di definire i modi di ingaggio e le regole proprie della convivenza. A noi tocca però segnalare come una 'citta" la si costruisca tutti insieme, dall'alto e dal basso, in una sfida che non scova alibi nella diserzione altrui. Le maturazioni generali hanno bisogno di avanguardie: ognuno deve interrogarsi se è chiamato a un simile compito".
"Ricorrente - rileva il presidente della Cei - è, nella nostra cultura pubblica, un certo interrogarsi sui cattolici: dove sono, come si pongono, cosa fanno. Anche nell'ultima estate queste domande sono ritornate. Risposte, magari interessanti, suonano spesso unilaterali, condizionate fatalmente dal punto di osservazione. Ebbene - afferma - vorremmo che fosse il bene comune la bandiera che nel cuore si serve, la divisa che consente di identificare là dove sono i cattolici, ma non solo loro".
Per Bagnasco, infatti, "l'Italia, nel suo complesso, ha bisogno di riscoprire la bellezza del bene comune perseguito nell'azione politica come nella vita quotidiana dei cittadini. Ha bisogno di una leva di italiani, e di cattolici, che senza presunzioni aderiscono al discrimine del bene comune, danno lucentezza alla sua plausibilità, così che aiuti ad individuare le soluzioni che meritano di essere perseguite. Alla luce di questo ideale, e nella data realtà storica i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà stessà, come ha chiesto recentemente Benedetto XVI".
"Si profila così - conclude il presidente della Cei - la figura di un protagonismo costruttivo per quanti credenti, ma anche non-credenti, intendono fare la propria parte nella vita nazionale come nei municipi, nelle istituzioni sociali come nella vivace realtà civile, nella realtà del non profit come nelle associazioni culturali, oltre che naturalmente nel campo dei doveri propri del singolo: ovunque ci si collochi, la ricerca del bene comune concreto diventa una sorta di bussola, l'indice per misurare urgenze e priorità".
"Angustiati"
I vescovi sono "angustiati per l'Italia" ed esprimono "grande sconcerto e acuta pena per discordie personali che, diventando presto pubbliche, sono andate assumendo il contorno di conflitti apparentemente insanabili", e si sono fatte "pretesto per bloccare i pensieri di un'intera nazione, quasi non ci fossero altre preoccupazioni, altri affanni".
"Siamo angustiati per l'Italia - ha ripetuto Bagnasco - non per un'idea o l'altra, comunque astratte", ma "per l'Italia concreta, fatta di persone e comunità".
Nazione "generosa e impegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente, facendo fruttare al meglio sforzi e ingegno; che non si porta a compimento, in particolare in ciò che è pubblico ed è comune". Il presidente della Cei punta il dito contro "una corrente di drammatizzazione mediatica", che presenta "piccole porzioni di verita', reali ma limitate, assolutizzate e urlate", delle quali troppo spesso l'opinione pubblica "si accontenta". "A momenti - afferma ancora Bagnasco - sembriamo appassionarci al disconoscimento reciproco, alla denigrazione vicendevole, e a quella divisione astiosa che agli osservatori appare l'anticamera dell'implosione, al punto da declassare i problemi reali e le urgenze obiettive del Paese".
"Alla necessaria dialettica - aggiunge - si sostituisce la polemica inconcludente, spingendosi fino sull'orlo del peggio. Poi, alla vista dell'esito estremo, si raddrizza il tiro". Ma poi - prosegue - "si preferisce indugiare con gli occhi tra le macerie, cercare finti trofei, per tornare a riprendere quanto prima la guerriglia, piuttosto che allungare lo sguardo in avanti, disciplinatamente orientato sugli obiettivi comuni, per i quali è richiesta una dedizione persistente e convergente". I vescovi invitano perciò ad "allungare lo sguardo in avanti, recuperare "la giusta auto-stima, senza cesure o catastrofismi, esattamente cos come si è ogni giorno dedicati al lavoro che di sostentamento alla propria famiglia".
Riforme subito
Sulle riforme l' Italia "sembra tornare sempre al punto di partenza" e il presidente dei vescovi, card.Angelo Bagnasco ha oggi riaffermato l'urgenza, aprendo il Consiglio permanente, di avviare il "confronto serio e decisivo, quello che non è perdita di tempo, ma ricerca della mediazione pi- alta e sollecita possibile". "Il Paese - ha detto - non pu attardarsi: povero di risorse prime, più di altri deve far conto sull'efficienza del sistema e su una sempre più marcata valorizzazione delle risorse umane".
"Si tutelino i diritti disoccupati e licenziati"
"Ci auguriamo che il diritto dei lavoratori disoccupati, in mobilità o licenziati, sia tenuto nel debito conto e il loro potenziale possa essere quanto prima reintegrato".
"La disponibilità delle parti a dialogare costruttivamente esiste - ha aggiunto - e non mancano in questo campo segnali concreti. E' fondamentale che, nel frattempo, non siano ritirati dallo Stato gli ammortizzatori sociali". "Deve in particolare stare a cuore a tutti - ha proseguito il cardinale - il destino dei giovani: non si procede ignorando le loro legittime aspettative".
Quindi Bagnasco ha osservato: "La nostra agricoltura ha bisogno di alcuni interventi che la rinforzino, facendola tornare un settore che attrae vocazioni, non le espelle: che il territorio sia lavorato, e da esso si ricavino prodotti di qualità, è interesse generale. Qui si situa la domanda di tracciabilità dei prodotti, attraverso filiere limpide e plausibili, possibilmente più corte".
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"Come Vescovi - spiega - sentiamo di dover esprimere stima e incoraggiare quanti si battono con abnegazione in politica; facciamo pressione perché si sappiano coinvolgere i giovani, pur se ciò significa circoscrivere ambizioni di chi già vi opera".
"Lasciamo volentieri ai competenti - chiarisce il porporato - il compito di definire i modi di ingaggio e le regole proprie della convivenza. A noi tocca però segnalare come una 'citta" la si costruisca tutti insieme, dall'alto e dal basso, in una sfida che non scova alibi nella diserzione altrui. Le maturazioni generali hanno bisogno di avanguardie: ognuno deve interrogarsi se è chiamato a un simile compito".
"Ricorrente - rileva il presidente della Cei - è, nella nostra cultura pubblica, un certo interrogarsi sui cattolici: dove sono, come si pongono, cosa fanno. Anche nell'ultima estate queste domande sono ritornate. Risposte, magari interessanti, suonano spesso unilaterali, condizionate fatalmente dal punto di osservazione. Ebbene - afferma - vorremmo che fosse il bene comune la bandiera che nel cuore si serve, la divisa che consente di identificare là dove sono i cattolici, ma non solo loro".
Per Bagnasco, infatti, "l'Italia, nel suo complesso, ha bisogno di riscoprire la bellezza del bene comune perseguito nell'azione politica come nella vita quotidiana dei cittadini. Ha bisogno di una leva di italiani, e di cattolici, che senza presunzioni aderiscono al discrimine del bene comune, danno lucentezza alla sua plausibilità, così che aiuti ad individuare le soluzioni che meritano di essere perseguite. Alla luce di questo ideale, e nella data realtà storica i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà stessà, come ha chiesto recentemente Benedetto XVI".
"Si profila così - conclude il presidente della Cei - la figura di un protagonismo costruttivo per quanti credenti, ma anche non-credenti, intendono fare la propria parte nella vita nazionale come nei municipi, nelle istituzioni sociali come nella vivace realtà civile, nella realtà del non profit come nelle associazioni culturali, oltre che naturalmente nel campo dei doveri propri del singolo: ovunque ci si collochi, la ricerca del bene comune concreto diventa una sorta di bussola, l'indice per misurare urgenze e priorità".
"Angustiati"
I vescovi sono "angustiati per l'Italia" ed esprimono "grande sconcerto e acuta pena per discordie personali che, diventando presto pubbliche, sono andate assumendo il contorno di conflitti apparentemente insanabili", e si sono fatte "pretesto per bloccare i pensieri di un'intera nazione, quasi non ci fossero altre preoccupazioni, altri affanni".
"Siamo angustiati per l'Italia - ha ripetuto Bagnasco - non per un'idea o l'altra, comunque astratte", ma "per l'Italia concreta, fatta di persone e comunità".
Nazione "generosa e impegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente, facendo fruttare al meglio sforzi e ingegno; che non si porta a compimento, in particolare in ciò che è pubblico ed è comune". Il presidente della Cei punta il dito contro "una corrente di drammatizzazione mediatica", che presenta "piccole porzioni di verita', reali ma limitate, assolutizzate e urlate", delle quali troppo spesso l'opinione pubblica "si accontenta". "A momenti - afferma ancora Bagnasco - sembriamo appassionarci al disconoscimento reciproco, alla denigrazione vicendevole, e a quella divisione astiosa che agli osservatori appare l'anticamera dell'implosione, al punto da declassare i problemi reali e le urgenze obiettive del Paese".
"Alla necessaria dialettica - aggiunge - si sostituisce la polemica inconcludente, spingendosi fino sull'orlo del peggio. Poi, alla vista dell'esito estremo, si raddrizza il tiro". Ma poi - prosegue - "si preferisce indugiare con gli occhi tra le macerie, cercare finti trofei, per tornare a riprendere quanto prima la guerriglia, piuttosto che allungare lo sguardo in avanti, disciplinatamente orientato sugli obiettivi comuni, per i quali è richiesta una dedizione persistente e convergente". I vescovi invitano perciò ad "allungare lo sguardo in avanti, recuperare "la giusta auto-stima, senza cesure o catastrofismi, esattamente cos come si è ogni giorno dedicati al lavoro che di sostentamento alla propria famiglia".
Riforme subito
Sulle riforme l' Italia "sembra tornare sempre al punto di partenza" e il presidente dei vescovi, card.Angelo Bagnasco ha oggi riaffermato l'urgenza, aprendo il Consiglio permanente, di avviare il "confronto serio e decisivo, quello che non è perdita di tempo, ma ricerca della mediazione pi- alta e sollecita possibile". "Il Paese - ha detto - non pu attardarsi: povero di risorse prime, più di altri deve far conto sull'efficienza del sistema e su una sempre più marcata valorizzazione delle risorse umane".
"Si tutelino i diritti disoccupati e licenziati"
"Ci auguriamo che il diritto dei lavoratori disoccupati, in mobilità o licenziati, sia tenuto nel debito conto e il loro potenziale possa essere quanto prima reintegrato".
"La disponibilità delle parti a dialogare costruttivamente esiste - ha aggiunto - e non mancano in questo campo segnali concreti. E' fondamentale che, nel frattempo, non siano ritirati dallo Stato gli ammortizzatori sociali". "Deve in particolare stare a cuore a tutti - ha proseguito il cardinale - il destino dei giovani: non si procede ignorando le loro legittime aspettative".
Quindi Bagnasco ha osservato: "La nostra agricoltura ha bisogno di alcuni interventi che la rinforzino, facendola tornare un settore che attrae vocazioni, non le espelle: che il territorio sia lavorato, e da esso si ricavino prodotti di qualità, è interesse generale. Qui si situa la domanda di tracciabilità dei prodotti, attraverso filiere limpide e plausibili, possibilmente più corte".
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28 apr 2011
Energia- Fotovoltaico, Via Il Tetto. Per Snam Separazione Funzionale
(ASCA) - Roma, 3 mar - Via il 'tetto' a quota 8.000 MW per il fotovoltaico, riduzione del costo per il ritiro dei certificati verdi, norme anti truffa per gli impianti incentivati e separazione funzionale sul modello 'ITO' della rete del gas da Eni. Sono questi, in estrema sintesi, i provvedimenti principali in materia energetica adottati dal Consiglio dei Ministri. Le misure sono contenute nel decreto legislativo di riforma degli incentivi alle fonti rinnovabili e nel decreto per il recepimento del terzo pacchetto europeo sull'energia. Per la verita' il Dlgs sulle rinnovabili uscito dal Cdm e' una scatola ancora in gran parte da riempire. Con un successivo provvedimento, gia' annunciato per giugno, potrebbe arrivare un nuovo 'tetto' aggiornato per il fotovoltaico e la definizione nel dettaglio delle quote di incentivi per i nuovi impianti. Per gli operatori quindi l'attesa non e' ancora finita ma la scadenza del 5 marzo per l'approvazione del testo imponeva comunque di avviare l'iter. Gia' fissato, invece, il taglio del costo di ritiro dei certificati verdi. I CV che eccedono la quota d'obbligo, prodotti tra il 2011 ed il 2015, saranno ritirati dal GSE ad un prezzo ridotto, pari al 78% di quanto previsto dalla finanziaria del 2008. Confermate poi le misure per evitare la conversione a pannelli solari dei terreni agricoli. Gli impianti fotovoltaici non potranno infatti superare il limite di 1 MW per azienda e comunque non potranno coprire piu' del 10% della superficie. Questi limiti, spiegano dal governo, servono a ''rendere l'energia un reddito aggiuntivo per gli agricoltori al fianco dell'attivita' agricola tradizionale'' oltre a ''difendere il paesaggio rurale''. Via libera anche alle misure anti-truffa. Chi ha percepito o tentera' di ottenere contributi per le fonti rinnovabili con ''documenti non veritieri'' o ''dichiarazioni false'' non potra' piu' richiedere incentivi per 10 anni oltre a dover restituire le somme eventualmente ricevute. Per quanto riguarda il gas, il Consiglio dei Ministri ha formalizzato la scelta per la rete di trasporto del gas, gia' emersa nelle scorse settimane, della formula della separazione funzionale, ovvero dell'Indipendent Transmission Operator. In sostanza Eni manterra' il controllo di Snam, ma avra' un anno di tempo per mettere in piedi un sistema di gestione che assicuri parita' di trattamento a tutti gli altri operatori. Questa soluzione era una delle tre possibilita' previste dal pacchetto Ue per dividere l'operatore dominante e verticalmente integrato dalle attivita' di trasporto di gas. Le altre erano la separazione proprietaria, piu' drastica ed auspicata dal precedente colelgio dell'Authority, e la separazione gestionale ovvero il mantenimento della proprieta' con la gestione affidata ad un soggetto terzo.
vedi gli orologi più economici a Gucci
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22 apr 2011
Libia- Da Summit Parigi Via Libera Azione, Francia Attacca (Il Punto)
(ASCA) - Roma, 19 mar - Dopo il via libera all'azione militare arrivato dal summit internazionale che si e' svolto nel pomeriggio a Parigi, la Francia ha iniziato l'attacco (ore 17.45 ora italiana) contro le forze del leader libico, Muammar Gheddafi. Un aereo francese ha aperto il fuoco su un veicolo militare libico e le operazioni si stanno concentrando intorno alla citta' di Bengasi. Nel giorno della riunione internazionale, infatti, almeno 26 morti si sono registrati nelle citta' per gli scontri tra gli insorti e le truppe di Gheddafi. Per questo, il summit di Parigi ha sdoganato il via libera all'''azione militare nelle prossime ore''. A partecipare alla riunione, i leader americani, europei e arabi, assente l'Unione Africana. La riunione era stata convocata per fare il punto sulla situazione in Libia e per decidere una strategia di intervento in attuazione della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite. Gia' dal pomeriggio numerosi aerei da combattimento francesi ''Rafale'' avevano iniziato a sorvolare l'intero territorio della Libia ''per missioni di ricognizione'' e, al termine della riunione di Parigi, molti leader mondiali si sono espressi sulla decisione presa. SARKOZY. Il primo a prendere la parola e' stato il padrone di casa, Nicolas Sarkozy, annunciando che ''gli aerei francesi sono pronti a intervenire contro i veicoli armati che minacciano i civili disarmati'' in Libia e spiegando che ''il nostro intervento non vuole imporre un risultato sul loro futuro, ma agiremo in nome della tolleranza. Oggi interverremo in Libia sul mandato del Consiglio sicurezza dell'Onu per proteggere la popolazione dalla follia di un regime che uccide la propria gente''. OBAMA. La coalizione internazionale ''e' pronta ad agire con immediatezza'' in Libia. Lo ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando da Brasilia, prima tappa del tour di cinque giorni che fara' in America latina per rafforzare i legami economici tra la regione e gli Stati Uniti, della situazione in Libia dopo il summit internazionale che si e' svolto a Parigi. Dal summit e' emersa la decisione di un'''azione militare nelle prossime ore'' contro le forze del leader Muammar Gheddafi, in attuazione della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite. CLINTON. Gli Stati Uniti hanno ''capacita' uniche'', cioe' i mezzi militari di cui non dispongono gli alleati, e li forniranno alla coalizione internazionale nei confronti delle forze del leader libico, Muammar Gheddafi. Lo ha sottolineato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, al termine del summit internazionale che si e' svolto nel pomeriggio a Parigi sulla situazione della Libia. Come gia' annunciato, non verranno dispiegate truppe americane ma gli Stati Uniti metteranno a disposizione le loro capacita' militari. CAMERON. ''E' il momento di passare all'azione'', ha sottolineato il primo ministro inglese David Cameron, in un'intervista alla televisione britannica da Parigi. ''E' il colonnello Gheddafi che ha voluto tutto questo. Ha mentito alla comunita' internazionale, ha promesso un cessate il fuoco e - ha aggiunto Cameron - ha continuato a brutalizzare il suo stesso popolo''. Dunque, ha concluso, ''e' giunto il momento di agire, in maniera urgente, per attuare le decisioni delle Nazioni Unite''. BERLUSCONI. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conferenza nell'ambasciata italiana a Parigi, ha sottolineato che l'Italia ''per il momento'' offre le sue basi militari per la creazione di una 'no-fly zone' in Libia, ma non esclude una partecipazione maggiore in una seconda fase''. L'Italia, ha aggiunto il premier, ''per il momento fornisce le basi e, attraverso la nostra partecipazione al coordinamento delle operazioni, potra' esserci richiesto di intervenire con i nostri mezzi''. Il coordinamento delle operazioni ''sara' probabilmente fatta dalla base Nato di Napoli''. Berlusconi ha voluto poi rassicurare gli italiani: ''Vorrei tranquillizzare i nostri connazionali: le nostre forze armate hanno fatto un esame approfondito della disponibilita' di armi e dei missili di cui dispone il regime libico e la loro conclusione e' che non ci sono in questo momento armi in dotazione della Libia che possano raggiungere il territorio italiano''. Nell'aprile del 1986 Tripoli aveva lanciato due missili Scud su una base americana a Lampedusa come rappresaglia per l'attentato contro Gheddafi. Il premier ha aggiunto che ''tutta la comunita' internazionale pensa sia difficile che un regime che dura da 41 anni possa continuare anche dopo quello che e' successo''. NAPOLITANO. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' stato informato telefonicamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dell'andamento e dell'esito della riunione di Parigi. Il Capo dello Stato si e' compiaciuto dell'importante intesa raggiunta, per il contributo dato e per l'impegno assunto dall'Italia.
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16 apr 2011
Tribù isolata dal resto del mondo- pubblicato un video
Nel cuore dell'Amazzonia: il video diffuso dal sito Uncontacted Tribes ci porta direttamnete in una dlele zone meno conosciuto del pianeta dove una tribù ha vissuto senza alcun contatto con il resto del mondo. Fino a pochi mesi fa. Li hanno scoperti mentre sorvolavano al zona in elicottero: le loro foto sono state diffuse in tutto il mondo creando stupore e curiosità.
Grazie a questo video possiamo esplorare, anche se solo virtulamente, l'incredibile territorio dove vive la tribù: una foresta fitta e incontaminata. Poi all'improvviso si intravedono le capanne, il fumo che esce dai falò. Infine uomini e donne armati, che guardano sospettosi il velivolo.
vedi gli orologi più economici a Gucci
Grazie a questo video possiamo esplorare, anche se solo virtulamente, l'incredibile territorio dove vive la tribù: una foresta fitta e incontaminata. Poi all'improvviso si intravedono le capanne, il fumo che esce dai falò. Infine uomini e donne armati, che guardano sospettosi il velivolo.
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9 apr 2011
Firenze- un week end di apertura straordinaria di Botteghe d'arte
Firenze, 30 mar. - (Adnkronos) - Firenze come Parigi. Succede il primo week end di aprile, quando la capitale del Rinascimento aderira' per il secondo anno dopo una prima edizione nel 2008 all'iniziativa Francese, Les Journe'es des Me'tiers d'Art. Un'intensa tre giorni (dal 1° al 3 aprile) in cui le botteghe artigiane che aderiscono alla manifestazione aprono al pubblico coinvolgendolo in workshop, lezioni, spiegazioni sulla propria arte od originali presentazioni di prodotti hand made, in anteprima.
Riconoscibili grazie ad una coloratissima locandina esposta in vetrina (la stessa che gli artigiani parigini e francesi esporranno nel fine settimana), le botteghe fiorentine che anche per il 2011 aderiscono alle Journe'es des Me'tiers d'Art, sono oltre 50.
Ad occuparsi di loro l'Osservatorio dei Mestieri d'Arte dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze associazione dedita alla promozione delle eccellenze artigiane del territorio toscano che ha fatto da ponte con la Francia in modo da rendere possibile l'importante iniziativa anche a Firenze. (segue)
vedi gli orologi più economici a Zenith
Riconoscibili grazie ad una coloratissima locandina esposta in vetrina (la stessa che gli artigiani parigini e francesi esporranno nel fine settimana), le botteghe fiorentine che anche per il 2011 aderiscono alle Journe'es des Me'tiers d'Art, sono oltre 50.
Ad occuparsi di loro l'Osservatorio dei Mestieri d'Arte dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze associazione dedita alla promozione delle eccellenze artigiane del territorio toscano che ha fatto da ponte con la Francia in modo da rendere possibile l'importante iniziativa anche a Firenze. (segue)
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